Ricerche in Mare con Metal Detector Subacqueo

Ricerche in Mare con Metal Detector Subacqueo

Oggi abbiamo avuto il piacere di intervistare un ricercatore subacqueo, cioè una persona che fa ricerche in mare con metal detector, nonché un mio caro amico: Domenico.

Ciao e Benvenuto su Italia Metal Detector. Sappiamo già che ti piace effettuare ricerche sott’acqua quindi abbiamo pensato di fare un tipo di intervista per cercare di capire al meglio, insieme al tuo aiuto, come funziona questo tipo di ricerca. Passiamo alle domande: Intervista ad un Ricercatore che utilizza un Metal Detector Subacqueo.

1) Da quanto tempo pratichi il metal detecting? Hai iniziato le ricerche sott’acqua sin da subito?

Innanzitutto grazie per l’occasione datami.  Quello subacqueo precisamente dal settembre del 1997, quando acquistai un Fisher Impulse, md sub ad impulsi, dopo aver casualmente trovato a vista un braccialetto e orecchino d’oro sul basso fondale di una spiaggia. Ma precedentemente ho fatto l’esperienza di costruirmi un md terrestre da progetto di una rivista di elettronica, ma senza aver mai trovato niente con esso.

2) Che metal detector utilizzi? Hai sempre usato questo?

Attualmente posseggo due Fisher, un CZ-21 e un F75. Ho posseduto 3 Fisher Impulse da 8″ e 10,5″ e questi mi hanno dato parecchio, con questi due mai avuto falsi segnali, poi sono passato ai CZ-20 e 21, sempre con le due teste disponibili. Sono fedele alla Fisher per la loro robustezza costruttiva che in mare è fondamentale. Sono indistruttibili a parte le ultime versioni Made in China. In mare ho utilizzato anche un White Surf PI da me modificato con staffa e piastra dell’Impulse. Per la terra invece ho posseduto un GMax, Fisher Gemini 3, questi li ho giusto provati.

3) Quando si effettuano le ricerche sul terreno, utilizzare il pinpointer diventa utilissimo, quasi fondamentale. Ha la stessa importanza anche in acqua? Tu lo usi?

In acqua ho usato il Vibra-Probe 570, è utilissimo quando si ricerca nelle cavità delle rocce del fondale, volendo anche nella sabbia, ma purtroppo genera interferenze con il CZ-21 se acceso e bisogna aspettare il minuto per spegnersi e quindi riavviare le ricerche con l’md.

4) Solitamente a quale profondità effettui le tue ricerche in mare?

Alla stessa profondità dove la gente si intrattiene per fare il bagno d’estate. Si parte dal mezzo metro per arrivare ai due metri circa.  Eccezione per alcune cale dove le profondità possono raggiungere più metri e quindi l’utilizzo della ricerca bombola è d’obbligo.

5) Hai mai effettuato le ricerche in un lago? Se si, quali sono le differenze che hai riscontrato con il mare?

Mai stato in un lago. Non ce ne sono dalle mie parti.

6) Tutti gli amanti di questo hobby conoscono l’emozione che si prova quando si trova un oggetto. Cosa si prova quando lo si trova in acqua?

Agli inizi della pratica di quest’hobby, era sempre un’emozione…. ma col tempo diventava un fatto scontato, a meno che si rinveniva qualcosa di particolare o di un certo peso. La febbre dell’oro, comunque, una volta che ti possiede, non puoi più guarirne.

7) Qual è l’equipaggiamento perfetto del cercatore sott’acqua?

Io ho due configurazioni, da apnea e con bombola, che a seconda dei casi scelgo di adottare.

8) Cosa consigli a coloro che vorrebbero iniziare il tuo stesso tipo di ricerca?

Seriamente va valutato il fatto che oramai l’oro che giaceva dagli anni ’60 ad ora oramai è stato “razziato”, inoltre la presenza di cacciatori sub si è moltiplicata, e quindi c’è il rischio di fare un investimento e non ricevere un ritorno monetario che si aspettava. Ma se lo si fa giusto per vivere la dimensione del mare e appagare lo spirito di avventura, ben venga. Per noi uomini, questi sono i nostri giocattoli con cui giocare.

Grazie mille Domenico per il tempo che ci hai dedicato. Io personalmente sono rimasto affascinato da questo tipo di ricerca e magari in futuro ci farò un pensierino.

Con questo piccolo approfondimento, ora vediamo di dare un’infarinatura generale per tutti coloro che sono intenzionati ad usare il metal detector sottacqua. I principali quesiti da porsi dovrebbero essere relativi alla frequentazione di un brevetto da sub. E’ obbligatorio o meno? Posso già dirvi che non è obbligatorio frequentare alcun tipo di corso da sub per effettuare questo tipo di ricerche ma, per una propria sicurezza, sarebbe più opportuno frequentarlo.

Parliamo della ricerca con il metal detector sottacqua. Alcuni credono che per le ricerche in mare sia necessario frequentare un apposito corso per potersi immergere oltre una certa profondità.

In realtà non è così. E’ possibile utilizzare il cercametalli a qualsiasi profondità, a patto che la zona non sia protetta dal vincolo archeologico.

Questo però non significa che un corso da sub faccia male, anzi. I corsi forniscono le conoscenze base per immergersi in tutta sicurezza. Quando si è in immersione con il metal detector è sempre bene ricordarsi  di pensare non solo alla propria sicurezza, ma anche a quella di chi ci sta intorno. E’ sempre consigliato infatti non essere mai soli, ma almeno in coppia, quando si scende sotto certe profondità.

Prima di utilizzare il MD in acqua è consigliabile imparare alla perfezione il suo funzionamento in superficie. In profondità è tutto più rallentato e più difficoltoso ma un pò per volta si acquisteranno esperienza e sicurezza. Ricapitolando quindi è possibile immergersi a qualsiasi profondità ed utilizzare il metal detector anche senza avere un brevetto. L’unica attenzione da prestare è quella di verificare se l’area che si intende spazzolare con il proprio cercametalli sia protetta da qualche vincolo.

Il nostro consiglio è quello di essere molto attenti su tutto quello che sia attinente alla propria sicurezza. Sarà necessario quindi mantenere sempre efficiente e sicura l’attrezzatura. Frequentare un corso da sub quindi non è obbligatorio ma è consigliato se si è alle prime esperienze.

Frequentando un corso infatti non solo imparerete come comportarvi sottacqua ma vi sarà spiegato come utilizzare ed effettuare i controlli e la dovuta manutenzione a tutta l’attrezzatura che utilizzerete durante l’immersione. Il resto si imparerà man mano con le prime immersioni.

Ricordate che anche in mare vale la regola che se viene fatto un ritrovamento archeologico o di interesse storico, questo dovrà essere consegnato entro 24 ore presso l’ufficio della Soprintendenza più vicina.